Danni collaterali

23 AGO 20
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Il presidente del Consiglio Mario Monti, in occasione di un recenteconvegno della Commissione Europea ha detto: «Le conseguenze umane (della crisi) dovrebbero far riflettere chi ha portato l'economia in questo stato e non chi da quello stato sta cercando di farla uscire». Poi, la precisazione ufficiale: «Non parlavo di suicidi, ma di conseguenze umane». Le infelici espressioni del Presidente del Consiglio si inseriscono nel filone delle numerose sfortunate esternazioni dei Professori del c.d. Governo Tecnico. Gli esempi sono tanti. Le dichiarazioni del Sottosegretario Martone sui ventottenni non laureati e dunque “sfigati”, le dichiarazioni dello stesso Ministro Fornero sui “giovani ignoranti” ed ancora del Prof. Monti sulla “monotonia del posto fisso”, per citarne alcune. Non sitratta però di “difficoltà di comunicazione tipiche dei tecnici” cometroppo affrettatamente qualcuno si è preoccupato di perdonare. La nettasensazione che se ne trae è piuttosto che il Presidente del Consiglio(forse perché cresciuto tra i Burosauri della UE, dei avidi e indifferentialle umane vicende come quelli che siedono nell’Olimpo o ad Asgard), ecosì la maggior parte dei suoi Ministri e Sottosegretari, sembra mancarenon tanto di sensibilità quanto di un qualsiasi legame con la “realtàsociale” destinataria dei provvedimenti del c.d. “governo tecnico”tale da consentirgli l’elaborazione di una previsione attendibile di“reazione” della “società civile” alle decisioni/imposizioni delGoverno. La terribile sequenza di suicidi, e le tragiche conseguenze umanedi tale gesto sui sopravvissuti al suicida, come diretta conseguenza dellostato in versa l’economia nazionale, certo, ma anche dei provvedimentiadottati dal Governo Tecnico per “uscire dalla crisi“ non viene perciòminimamente considerata dal Capo del Governo. Al più forse,burocraticamente, come “danni collaterali”.